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| venerdì, 12 dicembre 2008 | |
Bogdanovich ringrazia
Diego Fabbri per Chi c'è in quel film? , il regista è sul set: "Onorato e commosso per l'RdC Award", scrive
Bogdanovich ringrazia
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"Sono molto onorato e commosso di ricevere il premio Diego Fabbri per il mio libro Who the Hell’s in It? ( Chi c’è in quel film? ) . Significa veramente molto per me, non solo perché lo considero il mio libro più importante, ma anche perché l’Italia è sempre stata fonte d’ispirazione per la mia vita". Così Peter Bogdanovich, premiato per la letteratura agli RdC Awards della Rivista del Cinematografo , in programma questa sera al Cinema Trevi di Roma. Ma il regista americano non potrà essere presente alla cerimonia, perché impegnato in due nuovi film, I'll Remember April , un family drama ambientato a Las Vegas, e la screwball comedy newyorkese Squirrels to the Nuts : "Sono molto dispiaciuto – scrive Bogdanovich alla Rivista del Cinematografo - di non essere lì con voi a ricevere il premio di persona.
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I miei impegni non mi hanno permesso all’ultimo momento di partire. Credetemi, se avessi potuto lo avrei fatto, anche solo due notti a Roma sono meglio di due settimane in qualsiasi altra parte del mondo". "Grazie ancora per questo premio e l’onore che mi fate dal profondo del mio cuore. L’Italia è famosa per il modo in cui accoglie gli artisti e permettetemi di dire che sento il vostro calore e la vostra stima nel ricevere questo riconoscimento di enorme valore", prosegue Bogdanovich, a cui va il Diego Fabbri per il saggio Chi c’è in quel film? , edito in Italia da Fandango Libri. "Regista, attore, scrittore, giornalista, cinefilo a tutto campo, con Chi c’è in quel film? Bogdanovich realizza un monumentale omaggio alla storia del cinema e, attraverso incontri, aneddoti e interviste, ci regala uno sguardo inedito su Hollywood e i suoi volti celebri: da Bogart e Brando all’inestimabile capitolo su Cary Grant", si legge nella motivazione del riconoscimento.
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Nella lettera di Bogdanovich a RdC , spazio per un’ultima dichiarazione d’amore al nostro Paese: “Ho girato a Roma uno dei miei migliori film, Daisy Miller , con una troupe completamente italiana, e non ne ho mai avuta una migliore. Ho visitato l’Italia più volte nella mia vita e sempre con molta gioia".
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