Nicoletta Gemmi
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| martedì, 20 ottobre 2009 | |
In passerella con Brüno
Dopo Borat, Sacha Baron Cohen ritorna con Brüno a lavorare sul politicamente scorretto, per smantellare i pregiudizi attraverso un potenziale di comicità trasgressiva e la provocazione spinta all'eccesso sull'ottusità dei benpensanti. Dal 23 ottobre.
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Brüno (Baron Cohen) è un reporter di moda austriaco gay che si reca in America in cerca di fama e fortuna. Insieme al suo collaboratore Lutz (Gustaf Hammarsten) tenta tutte le strade per la visibilità e il successo, sforzandosi di individuare un agente giusto che lo rappresenti e provando anche a produrre un personale programma televisivo d'intrattenimento. Pur di farsi notare partecipa creando scompiglio a sfilate ed eventi mondani, esibendo la sua omosessualità e inventandole tutte, dall'intervista ad un vero terrorista islamico all'adozione di un bambino africano che gli è stato dato in cambio di un I-Pod. Quello che gli interessa è, come dice lui, diventare "la maggiore celebrity austriaca dopo Hitler".
Reduce dal successo di Borat (261 milioni di dollari incassati) questa volta Sacha Baron Cohen non punta il dito contro il sogno americano e la massa 'ignorante' piena di pregiudizi ma, soprattutto, su quella élite che pensa di averli superati da tempo quel genere di pregiudizio. Il grandissimo artista, molto amato ma anche molto detestato, si butta a capofitto nelle alte sfere del mondo della moda e dell'entertainment, tornando a sfottere con gag irriverenti e dialoghi espliciti giocati sul filo della candid camera, il mockumentary e gli happening.
L'effetto sorpresa scaturisce una potenzialità comica devastante che fanno di Brüno un film con trovate insuperabili, come il far dichiarare al direttore casting di una nota griffe che Osama Bin Laden è un tipo cool e alla moda, o la sua irruzione sulle passerelle delle sfilate milanesi dalle quali è stato malamente cacciato fino al tentativo di seduzione di fronte al repubblicano Ron Paul, fiero oppositore dei matrimoni gay.
Copyright Nexta Media
Reduce dal successo di Borat (261 milioni di dollari incassati) questa volta Sacha Baron Cohen non punta il dito contro il sogno americano e la massa 'ignorante' piena di pregiudizi ma, soprattutto, su quella élite che pensa di averli superati da tempo quel genere di pregiudizio. Il grandissimo artista, molto amato ma anche molto detestato, si butta a capofitto nelle alte sfere del mondo della moda e dell'entertainment, tornando a sfottere con gag irriverenti e dialoghi espliciti giocati sul filo della candid camera, il mockumentary e gli happening.
L'effetto sorpresa scaturisce una potenzialità comica devastante che fanno di Brüno un film con trovate insuperabili, come il far dichiarare al direttore casting di una nota griffe che Osama Bin Laden è un tipo cool e alla moda, o la sua irruzione sulle passerelle delle sfilate milanesi dalle quali è stato malamente cacciato fino al tentativo di seduzione di fronte al repubblicano Ron Paul, fiero oppositore dei matrimoni gay.
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